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Jan 28th
DHARANA PDF Print E-mail
giovedģ, 11 marzo 2010
SPIEGAZIONE TEORICA ED ESERCIZI DI CONCENTRAZIONE

DHARANA

Inviato da Jotyr

 

 

“ Per chi si è consegnato alla Verità non esiste più differenza tra la lode ed il biasimo. Per tale motivo non si inorgoglisce per le lodi e non si adombra per il biasimo.” . Gandhi

“Guardandoci onestamente negli occhi, ai tempi odierni non possiamo certo parlare, nel nostro mondo occidentale, di una totale Autorealizzazione ed Illuminazione da raggiungere.
Obiettivo molto lontano dalle nostre attitudini mentali.
Possiamo però tranquillamente accedere alla conquista di un piccolo bagliore di Illuminazione e di apertura mentale giorno dopo giorno e, credetemi, già questo è un notevolissimo successo.
I neuroni del nostro cervello, costruiti in millenni di esperienze, non possono subire trasformazioni repentine senza rimanerne scioccati.
Cambiamo, questo è vero, ma a poco a poco, molto lentamente e molto gradualmente.
Fuggite il più lontano possibile da chi vi propone un’Illuminazione facile ed immediata perché, siatene certi, vi trovate di fronte ad uno squilibrato che ha bisogno di specialisti seri per poter essere curato.
Riuscire, nella nostra vita, a non esaltarci per le lodi che riceviamo, e a non abbatterci per le offese, le disapprovazioni e le calunnie, è già una conquista dal valore inestimabile.
Per ottenere tale vittoria sulla mente istintiva reattiva abbiamo bisogno di esercizi costanti.
Dharana significa concentrazione.
Il termine però non va inteso come lo concepiamo noi in occidente. Esso deriva dalla radice sanscrita “Dhar”, che vuol dire “tenere saldo”, tenere fermo, fissare attentamente senza essere deviati.
Come rimanere al centro di se stessi, senza farsi deviare dalle eccitazioni delle vittorie, delle attrazioni nocive, o dello sconforto delle sconfitte e delle cose che non siamo riusciti ad ottenere?
Dharana ci permette un salto di qualità.
La tecnica può essere applicata ad occhi aperti o ad occhi chiusi.

Ad occhi aperti

Si fissa un oggetto con le palpebre semichiuse, cercando di farle “sbattere” il meno possibile.
Possiamo fissare la luce di una candela, un punto del pavimento di fronte a noi, una statua, una pietra, o qualsiasi altro oggetto di nostro gradimento. Ogni volta che la nostra mente fugge, noi la riprendiamo e la riportiamo sul destinatario della nostra concentrazione.
Non dobbiamo contemplare l’oggetto. Non dobbiamo sovrapporgli lodi o qualità particolari; dobbiamo osservarlo semplicemente per quello che è.
Solo se ci accorgiamo che la nostra mente si indebolisce nell’ottundimento o nel semi-sonno possiamo tentare di ottenere un risveglio lucido e cosciente immaginando di illuminare di fulgore divino l’oggetto della nostra concentrazione. Dopo di ciò, tornati vigili ed attenti, riprendiamo l’osservazione fissa e distaccata.
Oltre ad ottenere i benefici di cui abbiamo parlato, Dharana ci consente di ottenere anche il non-giudizio. Di vedere le cose per quello che sono, senza sovrapposizioni mentali dovute ai condizionamenti del nostro vissuto passato.”

Tratto da: Raja Yoga – La Via della Pratica Quotidiana di Natyan

Alla prossima puntata per la tecnica ad occhi chiusi! jotyr


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